Nome del progetto: Casa di Transito “Padre Pacofondata da padre Francisco Fernandez Salinas a Ingeniero Jacobacci, cittadina della provincia del Rio Negro, nella PatagoniaCasa di tansito Argentina, dove arrivò come missionario dei S.S. Cuori nel 1979. Ivi rimase fino a settembre del 1987, quando per problemi di salute, minato nel fisico, fu costretto al ritorno al paese d’origine nell’isola di Maiorca ad Inca dove morì il 14 agosto 1988. Fu compianto da tutti coloro che lo conobbero prima in Italia e poi in terra di missione argentina, nella Patagonia dei suoi amati indios mapuche.

Nel suo testamento spirituale pregò vivamente i primi di non abbandonare i secondi, ma di continuare quella solidarietà da lui richiesta a favore dei più poveri tra i poveri.

 

Obiettivo del progetto:

1) Fornire alloggio a persone di scarse risorse economiche, che vivono nel territorio desertico circostante e devono recarsi per necessità e bisogni diversi (visite mediche o pratiche burocratiche) nel capoluogo.

2) Migliorare la qualità della loro accoglienza

Beneficiari: 12-18 persone al giorno; alcuni di essi vi alloggiano per diversi giorni.

 

Alcuni cenni storici.

Non conosciamo esattamente l’inizio dell’attività della casa di transito quale centro di accoglienza ideato e voluto da Francesco.

Nelle sue lettere inviate a Nando Federici , coordinatore della solidarietà patagonica e, per suo tramite, agli amici italiani, si soffermava più sull’attività missionaria da svolgere che non a raccontare le cose compiute. In esse non si riscontrava alcun compiacimento ma solo ringraziamenti per gli aiuti ricevuti che gli permettevano di lenire le enormi povertà sofferte dai paisani che andava a visitare negli sperduti “campi” e “ranchiti” del deserto patagonico.

Il bel complesso della Casa di Transito, costruito in muratura e terminato nel 1985, fin dall’inizio è stato gestito dalla stessa comunità cristiana di Jacobacci che si faceva carico della accoglienza e dei necessari lavori di manutenzione.

In una lettera del dicembre 1993 una suora che conobbe e lavorò con Francesco così ci scriveva:….”anche la casa di accoglienza che offre un letto e un pasto caldo per quelle persone che fuggono dal deserto per vari motivi, a volte per la salute a volte per la fame e qui sono sempre di transito…purtroppo sono accolte nel vecchio caseggiato, (dove vi è la cappella e, un tempo, la dimora di Paco), che ora sta cadendo a pezzi malgrado i lavori di emergenza che frequentemente facciamo. La situazione è ormai compromessa”.

La Provvidenza di Dio e l’aiuto della Solidarietà patagonica ha evitato tutto ciò.

Ogni anno il contributo dei sostenitori della solidarietà serviva a rattoppare i buchi e nel contempo dare luogo a nuove iniziative. Nella lettera di Pasqua del 2007 padre Cristian a nome della intera comunità patagonica di Jacobacci scriveva a Nando Federici pregandolo di ringraziare tutti i collaboratori perché ”col denaro ricevuto cominceremo dei lavori di manutenzione e ristrutturazione della “Casa di Transito” in particolare ,un gabinetto che tanto ci manca,poiché i due che ci sono diventano insufficienti per i 18 posti che abbiamo”.

Nel 2008 in occasione del ventennale  della scomparsa di Francesco, molte delle opere a noi segnalate per ricordarne la memoria sono state eseguite con il nostro aiuto: lavori di manutenzione generale, di pulizia e tinteggiatura dei locali oltre alla costruzione ex-novo di un locale bagno; inoltre sono state acquistate numerose suppellettili in sostituzione di quelle originarie ormai mancanti: sedie, panche, coperte, stoviglie nuove.

Una voce cospicua di spesa nel mantenimento della Casa di Transito è rappresentata dalla legna necessaria al riscaldamento dei locali (oltre al costo proprio  incide molto il trasporto dal luogo di acquisto); durante il periodo invernale il termometro scende a temperature di meno 14-20 gradi con punte che arrivano anche a 25-30 sottozero.

Oggi uno dei problemi riguardanti la Casa di Transito è quello di sostenere con iniziative adeguate le quotidiane necessità del servizio di accoglienza e di assistenza. Esso finora svolto con spirito di sacrificio e gratuito dal volontariato locale è oggi in difficoltà per la riduzione del personale impegnato in tale attività.

Sostegno per l'emergenza ceneri

A seguito dell'eruzione del Puyehue, le ceneri generate dal vulcano si sono depositate ovunque anche nella "Casa di Transito". Ogni cosa all'interno della casa è stata ricoperta dalla cenere. Il gruppo di Jacobacci sta attraversando un difficile momento. Alcuni dei membri più anziani sono dovuti andare via dal paese a causa delle malattie respiratorie che la cenere provoca. Nonostante ciò, la Casa è rimasta in funzione. Il gruppo si prende cura degli abitanti dei Paraggi, che arrivano e vengono ospitati nella casa.

Leggi gli articoli di giornale sull'emergenza ceneri

Leggi la lettera di Settembre

Leggi l'articolo di Luglio